Questa pagina segue una cosa sola: a che punto è il Sunshine Act italiano. Niente analisi generali né rassegne di settore — solo ciò che cambia davvero nell’attuazione della Legge 62/2022.
Le due voci che monitoriamo ogni lunedì su Gazzetta Ufficiale e sui canali del Ministero della salute sono l’adozione del decreto attuativo con la pubblicazione dell’avviso di attivazione, e l’apertura operativa del registro. Sono i due eventi che fanno partire gli obblighi. Se non succede nulla, lo scriviamo.
La documentazione tecnica — disciplinare tecnico e schema di convalida — è invece già disponibile: non è lì che si aspetta.
È la domanda che ci sentiamo fare più spesso, e la risposta che circola è «non prima del 2028, quindi c’è tempo». La data è giusta, la conclusione no. Il calcolo si fa con due frasi della legge, e conviene farlo per intero.
| Periodo | Che cosa succede |
|---|---|
| Luglio – dicembre 2026 | Semestre in corso alla pubblicazione dell’avviso. |
| Gennaio – giugno 2027 | Primo semestre successivo: non ancora soggetto a obbligo. |
| Luglio – dicembre 2027 | Secondo semestre successivo: è il primo da comunicare. |
| Entro il 30 giugno 2028 | Prima trasmissione al registro. |
Per partecipazioni azionarie, obbligazioni e proventi da diritti di proprietà industriale o intellettuale (art. 4) il termine è un altro: gli obblighi decorrono «dal secondo anno successivo» a quello dell’avviso, quindi dal 2028.
Il 30 giugno 2028 è la data di invio, non quella da cui contano i dati. Quello che si trasmette sono le erogazioni e gli accordi da luglio 2027: un congresso di settembre 2027, una consulenza firmata a ottobre 2027 rientrano già nella prima comunicazione. E i dati che servono — a cominciare dal numero di iscrizione all’ordine del beneficiario — si raccolgono quando il rapporto nasce, non si ricostruiscono un anno dopo. La finestra per prepararsi si chiude a giugno 2027, non nel 2028.
E se l’avviso slittasse? Il conto si sposta di un semestre alla volta. Con l’avviso nella prima metà del 2027, il primo semestre da comunicare sarebbe gennaio – giugno 2028, con invio entro il 31 dicembre 2028. Cambia la data, non il meccanismo: fra la pubblicazione e il primo giorno da registrare passano sempre fra sei e dodici mesi. Sono termini scritti nella legge, non nel decreto attuativo.
È il primo passo operativo messo per iscritto dopo mesi di attesa, e non arriva da un comunicato ma dagli atti di programmazione del Ministero per il 2026.
Nella Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione — Anno 2026, al paragrafo 2.7.5 «Sunshine Act», pagina 36, si legge che l’attuazione della legge 62/2022 «consentirà il pieno avvio del registro pubblico telematico denominato Sanità trasparente» e che:
«… al fine di verificare la piena funzionalità e la condivisione della piattaforma con gli attori del Sistema Sanitario Nazionale, si avvierà la fase di test del sistema.»
La stessa frase compare nell’Atto di indirizzo per l’anno 2026 firmato dal Ministro, al paragrafo 7.5. Entrambi i documenti sono pubblici e si scaricano dalla sezione Amministrazione trasparente del sito del Ministero:
Che cosa significa, e che cosa non significa. Significa che il sistema si muove e che è previsto un collaudo con gli attori del Servizio Sanitario Nazionale. Non significa che gli obblighi decorrano: quelli partiranno con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di attivazione, che resta l’evento da attendere. E la data della fase di test non è indicata: è un obiettivo dichiarato per l’anno in corso.
Controllo settimanale: il decreto attuativo non risulta adottato e non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale alcun avviso di attivazione del registro, che quindi non è ancora operativo. Invariate anche la scheda della consultazione pubblica sullo schema di decreto e il testo vigente della Legge 62/2022.
Resta valido per intero quanto scritto qui sotto l’8 agosto: l’impianto normativo e tecnico è predisposto e consultabile, manca l’atto formale che fa decorrere gli obblighi.
Si legge spesso che «manca ancora tutto». Non è così, e la distinzione è operativa. Ecco dove siamo davvero:
Tradotto: l’impianto normativo c’è e si può leggere; manca l’atto formale che fa partire il conto alla rovescia.
Gli obblighi di trasmissione decorreranno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di attivazione del registro. È quello, e non altro, il momento che fa partire il calendario semestrale.
Su questo conviene una cautela. Molti siti che forniscono informazioni sul Sunshine Act hanno indicato dicembre 2025 come possibile avvio, e da quell’ipotesi hanno derivato calendari di scadenze molto precisi — prima trasmissione entro il 31 dicembre 2026, seconda entro il 30 giugno 2027. Quell’avvio non è avvenuto, e con esso è decaduta la premessa da cui quelle date discendevano: chi le legge oggi come scadenze certe sta pianificando su un presupposto superato.
Un avvio entro dicembre 2026 è oggi plausibile, e chi lavora nel settore se lo aspetta. Ma resta una previsione ragionevole, non una data ufficiale: nessuno può dirlo con certezza finché l’avviso non esce. Il calendario vero si calcolerà da quella pubblicazione, e lo troverete qui il giorno stesso.
Il quadro non cambia da quando il Ministero ha dichiarato completato l’impianto normativo e tecnico, in attesa di ulteriore confronto con gli operatori del settore. La consultazione pubblica sullo schema di decreto e sul disciplinare tecnico si è svolta nell’estate 2023.
Se preferite non tornare a controllare, scriveteci: vi segnaliamo per email il giorno in cui il decreto viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale e il registro apre davvero, con le conseguenze pratiche sulle vostre scadenze. Nessuna rassegna stampa generalista.